
PAOLO E FRANCESCA IN PARADISO
Salvo: “Dante, ora tu mi devi spiegare con che coraggio hai sbattuto Paolo e Francesca nel secondo cerchio dell’inferno, facendoli travolgere da un turbine arroventato e poi per la pietà ti sei fatto prendere dallo scoramento, dal pentimento e dallo svenimento!

Dante:
1. “Così discesi del cerchio primaio
2. giù nel secondo che men loco cinghia
3. e tanto più dolor che pugne a guaio
4. Stavvi Minos orribilmente e ringhia
5. esamina le colpe nell ’ entrata
6. giudica e manda secondo che avvinghia
7. Dico che quando l’anima mal nata
8. li vien dinanzi tutta si confessa
9. e quel conoscitor delle peccata
10. vede qual luogo d’inferno è da essa
11. Cignesi con la coda tante volte
12. quantunque gradi vuol che giù sia messa
13. Sempre dinanzi a lui ne stanno molte
14. vanno a vicenda ciascuna al giudizio
15. dicono e odono e poi son giù volte

Vuolsi così colà dove si puote / ciò che si vuole e più non dimandare!”
Salvo: Senti, Dante, questa tiritera con me non attacca. Lascia stare Minosse, assumendoti le tue precise responsabilità. Tu sei l’ideatore, il creatore, l’autore di tutta la commedia umana e divina e solo tu puoi fare e disfare quello che ti pare e piace, tanto che in coda ai versi del Canto V hai aggiunto quelli del III, tra l’altro detti da Virgilio. Come tu non sei né Enea né Paolo, così io non sono né Caronte né Gianni.

Dante:
1. E quale è quei che disvuol ciò che volle
2. e per nuovi pensier cangia proposta
3. sì che dal cominciar tutto si tolle
4. tal mi fec’io in quella oscura costa
5. perché pensando consumai la impresa
6. che fu nel cominciar cotanto tosta
Così ora mi dispongo ad ascoltarti, ma solo a causa di Gianni, che devotamente ha tradotto le mie tre cantiche in dialetto ferrandinese, senza capovolgere, cambiare, manomettere, inficiare, come ti sei permesso di fare tu, con la scusa di essere imparziale e di sdrammatizzare con l’ironia. Prima però ascoltiamo il suo parere in merito.

Gianni: Sommo poeta, davanti a te io m’inchino, per l’apprezzamento che ho sempre avuto nei confronti della tua alata poesia, ma ti prego di mostrare a Salvo la tua comprensione, visto che entrambi, di recente, siete scesi agli inferi, con vari cambiamenti, digressioni e licenze poetiche, a danno dei poveri politici. Se mi consenti, gli passo la parola.

Salvo: Caro Dante, per farti perdonare l’alzataccia notturna con la rispettiva scarpinata, in pantofole, su e giù, per i vari cerchi, tutte le bolge dell’VIII cerchio ed oltre, ora devi sentire le mie ragioni una volta per tutte. In nome di Beatrice, ti chiedo di venire incontro al mio desiderio, facendo ora ciò che avresti già dovuto fare allora.

Dante:
1.“O pietosa colei che mi soccorse
2.e tu cortese che ubbidisti tosto
alle vere parole che ti porse!4. Tu m’hai con desiderio il cor disposto
5. sì al venir con le parole tue
6. ch’io son tornato nel primo proposto
7. Or va’ chè un sol volere è d’ambedue:
8. tu duca tu signore e tu maestro”

Salvo: Ora sì che si comincia a ragionare. Con il tuo permesso, farò volare i due amanti dal II cerchio dell’inferno, fino all’ultimo balzo del purgatorio. Qui si troveranno a loro agio, con gli altri lussuriosi; faranno un’adeguata penitenza e, una volta scontato il loro unico peccato, sempre con il tuo consenso, potranno ascendere al paradiso e godersi le gioie infinite dell’empireo. Dante: Prima ascolta almeno le parole di Francesca da Rimini:
16. “O animal grazioso e benigno
17. che visitando vai per l’aer perso
18. noi che tignemmo il mondo di sanguigno
19. se fosse amico il re dell’universo
20. noi pregheremmo lui della tua pace
21. poiché hai pietà del nostro mal perverso
22. Di quel che udire e che parlar vi piace
23. noi udiremo e parleremo a vui
24. mentre che il vento come fa si tace
25. Siede la terra dove nata fui
26. sulla marina dove il Po discende
27. per aver pace co’ seguaci sui
28. Amor che a cor gentil ratto s’apprende
29. prese costui della bella persona
30. che mi fu tolta e il modo ancor m’offende
31. Amor che a nullo amato amar perdona
32. mi prese del costui piacer sì forte
33. che come vedi ancor non mi abbandona
34. Amor condusse noi ad una morte
35. Caìna attende chi vita ci spense”
36. Queste parole da lor ci fûr pòrte
37. Da che io intesi quelle anime offense
38. chinai ‘l viso e tanto ‘l tenni basso
39. finchè il poeta mi disse: “Che pense?”
40. Quando risposi cominciai: “O lasso
41. quanti dolci pensier quanto disio
42. menò costoro al doloroso passo!”
43. Poi mi rivolsi a loro e parla’ io
44. e cominciai:“Francesca i tuoi martiri
45. a lagrimar mi fanno tristo e pio
46. ma dimmi: Al tempo de’ dolci sospiri
47. a che e come concedette amore
48. che conosceste i dubbiosi desiri?”
49. Ed ella a me: “Nessun maggior dolore
50. che ricordarsi del tempo felice
51. nella miseria e ciò sa il tuo dottore
52. Ma se a conoscer la prima radice
53. del nostro amor tu hai cotanto affetto
54. farò come colui che piange e dice
55. Noi leggevamo un giorno per diletto
56. di Lancialotto come amor lo strinse
57. soli eravamo e senz’alcun sospetto
58. Per più fiate gli occhi ci sospinse
59. quella lettura e scolorocci il viso
60. ma solo un punto fu quel che ci vinse
61. Quando leggemmo il disïato riso
62. esser baciato da cotanto amante
63. questi che mai da me non fia diviso
64. la bocca mi baciò tutto tremante
65. Galeotto fu il libro e chi lo scrisse
66. quel giorno più non vi leggemmo avante”
Ora spiegami perché vuoi sconvolgere i piani divini e, solo se le tue motivazioni saranno convincenti, potrò esaudire la tua pressante preghiera.
Salvo: Io sono un pacifista convinto, perciò voglio che i due riposino in pace; detesto le armi, le scaramucce, le guerre di ogni tipo e sono favorevole al motto: “Fate l’amore; non fate la guerra!”. Ammetterai che dal ‘300 ad oggi, con la scienza, la filosofia ed il progresso qualcosa deve pur cambiare, non solo in peggio, ma anche in meglio. Oggigiorno persino la sacra rota annulla il matrimonio per colpa del maschilismo oltranzista e non c’era nessuno al mondo più maschilista del marito di Francesca. Il loro matrimonio, non liberamente scelto, ma imposto dalle circostanze, risultava inconsistente, perché non consumato, e, solo per questione di tempo, non fu dichiarato nullo di fatto, pur essendo nullo di diritto.

Dante:
1. Al tornar della mente che si chiuse
2. dinanzi alla pietà de’ duo cognati
3. che di tristizia tutto mi confuse
4. nuovi tormenti e nuovi tormentati
5. mi veggio intorno come ch’io mi muova
6. e come ch’io mi volga e che io guati
7. Io sono al terzo cerchio della piova
8. eterna maledetta fredda e greve
9. regola e qualità mai non l’è nuova
10. Grandine grossa e acqua tinta e neve
11. per l’aer tenebroso si riversa
12. pute la terra che questo riceve
13. Cerbero fiera crudele e diversa
14. con tre gole caninamente latra
15. sovra la gente che quivi è sommersa
16. Gli occhi ha vermigli la barba unta ed atra
17. e ‘l ventre largo e unghiate le mani
18. graffia gli spirti li scuoia ed isquatra
19. Urlar li fa la pioggia come cani
20. dell’un de’ lati fanno all’altro schermo
21. volgonsi spesso i miseri profani
22. Quando ci scorse Cerbero il gran vermo
23. le bocche aperse e mostrocci le zanne
24. non avea membro che tenesse fermo
25. e il duca mio distese le sue spanne
26. prese la terra e con piene le pugna
27. la gittò dentro alle bramose canne
28. Qual è quel cane che abbaiando agogna
29. e si racqueta poi che il pasto morde
30. chè solo a divorarlo intende e pugna
31. cotai si fecer quelle facce lorde
32. dello demonio Cerbero che introna
33. l’anime sì ch’esser vorrebber sorde
34. Noi passavam su per l’ombre che adona
35. la greve pioggia e ponevam le piante
36. sopra lor vanità che par persona
37. Elle giacean per terra tutte e quante
…e tra loro ci metto l’anima di quel Malatesta che, interrompendo, così violentemente, l’idillio di Paolo e Francesca, si macchiò di tutti i mali del mondo e fu causa di ulteriori danni a sé, alla sua famiglia ed al genere umano.
Salvo: Bravo Dante, così mi piaci ed ora voliamo tutti insieme verso il paradiso!

Gianni:Stando così le cose, sono felice di unirmi a voi, abbandonando questo mondo falso, corrotto, pieno di menzogne e di inganni. L’amore vince, l’amore trionfa, l’amore impera.

Dante:
1. Nella profonda e chiara sussistenza
2. dell’alto lume parvemi tre giri
3. di tre colori e d’una contenenza
4. e l’un dell’altro come Iri da Iri
5. parea riflesso e il terzo parea foco
6. che quinci e quindi egualmente si spiri
7. O quanto è corto il dire e come fioco
8. al mio concetto! e questo a quel ch’io vidi
9. è tanto che non basta a dicer poco
10. O luce eterna che sola in te sidi
11. sola t’intendi e da te intelletta
12. e intendente te ami ed arridi!
13. Quella circulazion che si concetta
14. pareva in te come lume riflesso
15. dagli occhi miei alquanto circonspetta
16. dentro da sé del suo colore stesso
17. mi parve pinta della nostra effige
18. per che il mio viso in lei tutto era messo
19. Qual è il geométra che tutto s’affigge
20. per misurar lo cerchio e non ritrova
21. pensando quel principio ond’egli indige
22. tale era io a quella vista nuova:
23. veder voleva come si convenne
24. l’imago al cerchio e come vi s’indova
25. ma non eran da ciò le proprie penne
26. se non che la mia mente fu percossa
27. da un fulgore in che sua voglia venne
28. All’alta fantasia qui mancò possa
29. ma già volgeva il mio disiro e il velle
30. sì come rota ch’egualmente è messa
31. l’amor che move il sole e l’altre stelle.

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