PAOLA ZANNONI "Mistero di un inconscio svelato"
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OMAGGIO DI GIANNI LATRONICO
ALL’ARTISTA PAOLA ZANNONI
MISTERI DI UN INCONSCIO SVELATO
DI
PAOLA ZANNONI
Spirito
e materia
sentimento
e ragione pura
mistero e alta poesia
si fondon e confondono
negli strali di luce radente
nelle lame di gocce roride
nell’astrazione dei sogni
e nella rarefazione
del colore puro
Fantasia ed intuito
indagan il subconscio
per portarne a galla
sensazioni rimosse
dolori profondi
foglie morte e
fiori del male
trasfigurandoli
in immagini alate
di sublime candore
di eterna beatitidine
e di una grazia infinita
nella purezza dell’anima
nella ricchezza della natura
e nell’immortalità dell’arte vera
celata nell’aiuola terrena
velata nell’inconscio
e apparsa nella
c a t a r s i
onirica
Gianni Latronico
LO SCRIGNO FATATO DI PAOLA ZANNONI
Parvenza di mondi reali, essenza di regni naturali e sostanza di misteri nascosti sono racchiusi nello scrigno fatato di Paola Zannoni, celato nell’esistenza delle cose concrete, fluttuante nei flussi e riflussi della sua inquieta coscienza, serbato nell’inconscio e svelato sulla candida tela.
Lei vi sovrappone singolarmente e pazientemente i colori, uno alla volta, fino ad ottenere un massetto compatto, informale, asettico sulle trame degli orditi, per poi elaborare il tessuto connettivo e trasformarlo in visioni oniriche, segni eterei, immagini surreali.
Dopo aver aggiunto pigmenti a pigmenti, la Nostra riesce a sottrarre il colore alle forme; ad astrarre l’imponderabile presenza dell’essere dalla realtà e ad indagare lo spirito nella materia, facendolo rivivere; risaltare; esprimere in volumi imobili, geometrie morbide, architetture naturali.
Rami, foglie, sterpi frastagliano spicchi di cieli iridescenti; gnomi, folletti, elfi animano sottoboschi freschi; sepali, corolle, petali di fiori di serra e di prato, di boschi e di foreste emergono dalle ombre profonde del chiaroscuro spontaneo, cangiante, dinamico.
Per viaggiare sottopelle, sottomare, sottotono, Paola Zannoni usa la spatola, che toglie, anzichè aggiungere i colori, rendendo trasparenti i ritmi vitali, i concetti profondi, i pensieri occulti di se stessa, dell’immaginario collettivo e dell’etica universale.
I suoi sovrumani silenzi, le sue immense praterie, la sua profondissima quiete non sono diquesta terra, ma appartengono alle plaghe spirituali, agli abissi interiori, agli slanci poetici, che la portano a sondare le anime oltre la siepe terrena, la volta celeste, i 4 angoli del globo subacqueo.
Il verde intenso delle foreste tropicali, il giallo splendente dei deserti africani, il blu trasparente degli oceani sconfinati, il bianco assoluto delle nevi polari richiamano alla mente i viaggi intorno al mondo esteriore dei pianeti ed interiore dei sogni.
Fregi, greche, h non ornano case nè descivono luoghi materiali, ma ritraggono angoli di paradiso, intravisti nell’Eden terrestre, persi nel peccato originale e riconquistati nei sette colori dell’iride, nelle sette note della musica e nelle sette virtù dell’arte pura di Paola Zannoni.
Gianni Latronico