
Che bello il tempo dell’attesa,
quella interminabile serie di minuti, ore, giorni
che possiamo riempire di significati,
quel tempo in cui il mondo intorno sembra assumere contorni indefiniti,
quando l’orologio sembra muoversi lentissimo
e tutto sembra semplicemente possibile,
quando le speranze sembrano diventare certezze
e i sogni realtà.
Che bello lo spazio dell’attesa,
quello spazio incerto in cui tutto può accadere,
quello spazio in cui i nostri desideri più lontani appaiono d’un tratto vicini,
dove tutto ci sembra all’improvviso raggiungibile,
dove le speranze più intime sembrano tradursi in dati di fatto
e le fantasie in progetti.
Mi piace il brivido dell’attesa,
quella sensazione cieca di fiducia nella vita,
quel furore sordo che non ci fa sentire ragioni,
che ci spinge a scansare il destino,
ignorando l’amara consapevolezza che il tempo scorre,
spesso crudele, portandosi via ciò che gli pare,
a volte anche i sogni più belli.
Ciao a tutti, Fenomeni,
vi chiedo scusa per la lunga assenza, ma la vita di fuori, quella reale, quella fatta di cose concrete, da toccare, da inseguire, da dimensionare, da soppesare… ecco, quella vita lì, urge!
Sono in una fase di “attesa”, la fase in cui si insegue un sogno: sono vicina a raggiungerlo, ma non abbastanza da poterne parlare a cuore aperto. Forse mi sto illudendo, forse alla fine proverò solo una grande delusione, ma forse no… E io preferisco correre il rischio di vivere, piuttosto che rinviare per paura di restarci male.
Per il momento non faccio altro che pensare e ripensare, cerco di immaginare ogni aspetto, di considerare le cose da tutti i possibili punti di vista; cerco di ripensare al passato per trarre giudizio dalle esperienze vissute e, dall’altra parte, provo ad anticipare il futuro figurando ogni possibile scenario. Poi penso all’oggi e le cose assumono contorni differenti.
In tutto questo andirivieni di flash e riflessioni, scrivere mi aiuta. Scrivere con carta e penna, come facevo una volta, quando annotavo versi qua e là e indicavo mete irraggiungibili su piccoli post-it sparsi nella mia stanza nella speranza di alzare il tiro e volare sempre più lontano.
Ecco, oggi come allora, come sempre, mi piace fantasticare, mi piace girare attorno ai pensieri la sera quando vado a letto, ma mi piace anche prendere nota, appuntare spunti, annotare idee. A volte semplicemente mi limito a stilare interminabili elenchi e poi passo ore a rileggerli cercando di farmi venire in mente qualcos’altro. Non so se capita anche a voi, ma alla fine trovo sempre qualche voce da aggiungere alla lista, di qualsiasi cosa si tratti!
Ecco, mi sento un po’ così, come un sub in apnea. Sto cercando di trattenere il respiro in attesa del responso. Vorrei raccontarvi tutti i miei sogni, ma preferisco aspettare, nella speranza che questo sofferto silenzio mi ripaghi di una gioia più grande, quella che proverò se il nostro progetto dovesse andare in porto, se il sogno che stiamo accarezzando dovesse trasformarsi in una semplice realtà.
Che altro dirvi, amici? Abbiate pazienza, tollerate ancora un po’ la mia assenza e, se potete, incrociate le dita per me!